Rocciamelone 3.538 m – la salita al leggendario monte piemontese

  • Elena Lukashova elena -
  • Maggio 21, 2020 -
  • -
  • Aggiornato: Gennaio 5, 2021 7 minuti di lettura
Elena Lukashova

elena - Maggio 21, 2020 - Sentieri

Aggiornato: Gennaio 5, 2021

7 minuti di lettura

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Informazioni generali

punto di partenza: il parcheggio alla teleferica (2.050m) vicino al Rifugio La Riposa

altitudine massima: 3.538 m

distanza: 10,5 km (andata e ritorno)

dislivello positivo: 1.488 m

dislivello negativo: 1.488 m

Sentiero

difficoltà: E/EE

segnavia: sentiero n. 558, tracce segnate in bianco e rosso

punti di riposo: Rifugio La Riposa (2.205 m), Rifugio Ca’ d’Asti hut (2.854 m), Bivacco Santa Maria bivouac (3.534 m)

fonti d’acqua: nessuna

Tempistiche

tempo di salita: 4 ore (senza soste)

tempo di discesa: 2 ore (senza soste)

periodo consigliato: metà giugno – metà settembre

Note

  • Adatto ai cani
  • Meta di pellegrinaggio

Ogni escursionista ha la propria montagna speciale. Potrebbe anche non essere la più bella o la più alta della tua vita, ma a un certo punto della camminata questa montagna semplicemente diventa speciale per te. Ed è quello che è successo a me al monte Rocciamelone, dove sono stata con una mia carissima amica a settembre 2019.

A dire la verità, una volta che conosci il Rocciamelone, inevitabilmente ti viene voglia di tornarci un’altra volta. Ecco perché così tante persone fanno questa escursione almeno una volta l’anno.

Detto ciò, lascia che ti racconti di questo bellissimo percorso, scoprirai così non solo le storie dietro il Rocciamelone, ma anche tante informazioni utili riguardo a:

  • logistica
  • attrezzatura tecnica
  • opzioni di pernottamento

Questo articolo ti aiuterà a godere al massimo della tua prossima avventura sul Rocciamelone. E, chi lo sa, magari avrai voglia di tornarci di nuovo.

La breve storia del Rocciamelone

Il Rocciamelone è la prima montagna al mondo di cui conosciamo sia la prima data di ascesa, sia il nome del suo conquistatore.

Il suo misterioso picco piramidale sembrava così alto agli occhi degli abitanti del luogo, che fu considerato per secoli la montagna più alta delle Alpi. Per questa ragione, numerosi nobili, cavalieri e monaci provarono ad arrivare in cima.

Ma fu solo il 1° settembre del 1358 che il cavaliere Bonifacio Rotario d’Asti raggiunse la cima del Rocciamelone per mantenere la promessa fatta a sé stesso durante la sua prigionia in Turchia.

Oggi, il monte Rocciamelone è una delle mete più popolari in Piemonte – e anche uno dei 3000 più accessibili.

Come raggiungere il Rocciamelone

Il parcheggio può essere raggiunto da Susa solo con la macchina – non c’è nessun trasporto pubblico disponibile. Se il parcheggio è pieno, è possibile trovare altri posti appena prima del Rifugio La Riposa. Il parcheggio è gratuito.

indicazioni stradali:
Da Torino a Susa prendere l’autostrada A32 e poi SS24 per Claviere e Sestriere; in alternativa, la SS25 per Moncenisio. Segui le direzione per La Riposa e il Rocciamelone.

Il sentiero verso la cima

Il sentiero parte dal parcheggio all’altitudine di 2.050 metri e arriva direttamente in cima, passando per le seguenti tappe intermedie:

  • il Rifugio La Riposa (2.205 m) – 10 minuti dal punto di partenza;
  • il Rifugio Ca’ D’Asti (2.854 m) – 1h40m dal punto di partenza;
  • la Croce di Ferro (3.306 m) – 2h40m dal punto di partenza.

consiglio da escursionista:
Porta con te una scorta d’acqua adeguata: non ci sono fonti di acqua potabile lungo il sentiero e il Rifugio Ca’ D’Asti è aperto solo da metà luglio a metà settembre.

Scarpe da montagna e bastoncini, cos’altro?

Il sentiero non presenta alcune difficoltà tecniche fino alla Croce di Ferro (3.306 m), dove il livello di difficoltà passa da E a EE. Il tratto finale appena sotto la cima potrebbe sembrare un po’ impegnativo, ma non ti preoccupare – le corde fisse ti aiuteranno a superarlo.

Un tratto del sentiero, difficoltà EE

A meno che non si tratti di un’escursione in un periodo nevoso, non hai bisogno di attrezzatura particolare (casco, ramponi, o altro). Per assicurare un buon livello di trazione nel caso di neve, usa un paio di ramponi (?) o ramponcini (?).

consiglio da escursionista:
Più si va in alto, più il meteo diventa imprevedibile. Non dimenticarti di vestirti a strati.

Non puoi dividere l’escursione in due giorni? Nessun problema!

L’escursione può essere tranquillamente fatta in giornata. In questo caso, il consiglio dei montanari locali è di partire di notte e arrivare in cima al sorgere del sole. Giusto in tempo per goderti l’alba!

La vista dal sentiero durante l’alba

Come programmare il tuo pernottamento

Se vuoi ammirare la bellezza sia dell’alba che del tramonto dal Rocciamelone, dovresti salire nel pomeriggio e scegliere dove dormire fra:

  • il Rifugio Ca’ D’Asti. Un punto molto strategico che permette di dividere la salita in due parti quasi uguali: a livello di tempi siamo a 1h40m dall’inizio e 1h50m dalla cima (senza soste).
  • il Bivacco Santa Maria in cima. Ricordati che c’è sempre la possibilità di trovarci qualcun’altro.
  • una tenda. Puoi sempre abbinare la cena al rifugio con una notte sotto le stelle.

Noi abbiamo scelto di dormire al Ca’ D’Asti e abbiamo prenotato due posti. Il nostro piano iniziale era raggiungere la cima due volte: per il tramonto il primo giorno e per l’alba quello successivo. Però, a causa di un vento fortissimo e di bassa visibilità, abbiamo deciso di restare al rifugio una volta raggiunto, posticipando la salita alla mattina dopo.

Rifugio Ca’ D’Asti

Ora che conosco il sentiero, ti consiglierei di scegliere fra queste due opzioni:

  • raggiungere la cima nel pomeriggio e dormire al bivacco (?);
  • raggiungere il Rifugio Ca’ D’Asti nel pomeriggio, dormire lì e poi salire su con la luce dell’alba.

Se invece preferisci seguire il nostro piano iniziale, tieni in considerazione gli extra 684 metri di dislivello che dovrai fare sia in salita che in discesa.

consiglio da escursionista:
Non sottovalutare la quota. Quando superi i 3.000 metri, ricordati di eventuali sintomi causati dal mal di montagna e dei suoi rimedi.

Il Rifugio Ca’ D’Asti e il Guardiano del Rocciamelone

Le prime menzioni del Rifugio Ca’ D’Asti risalgono al 1358 e questo lo rende il rifugio alpino più antico d’Italia. Si tratta di una costruzione semplice, con le stanze dall’aspetto militaresco e i servizi igienici esterni, incluso un lavandino con acqua fredda. E soprattutto, è un luogo accogliente con un’energia incredibile, sempre pieno di escursionisti e delle loro bellissime storie di montagna.

La vista dal Rifugio Ca’ D’Asti

L’atmosfera calda e umile del rifugio riflette perfettamente la personalità del suo storico gestore, Fulgido Tabone, che si prende cura del Ca’ D’Asti da più di 40 anni. Infatti, per via della sua dedizione a questa montagna, Fulgido viene spesso chiamato il Guardiano del Rocciamelone da escursionisti e gente del posto. Non solo ha ricostruito con le proprie mani numerose parti del rifugio, del bivacco e del santuario, ma si prende anche cura del sentiero, pulendolo, sistemando i segnavia, le corde fisse e le rocce instabili ogni stagione.

L’interno del Rifugio Ca’ D’Asti

Fulgido spesso sale in cima insieme ai suoi ospiti e così è stato anche per la nostra escursione. Nonostante avessimo iniziato la nostra salita prima di lui, è riuscito a sorpassarci e, quando siamo arrivati in cima, ci stava aspettando con una pentola piena di tè caldo appena fatto. Quel giorno è salito sul Rocciamelone per la 1.150a volta.

Fulgido Tabone serve i bicchieri di tè agli escursionisti in cima al Rocciamelone

La vista dall’alto

La cima del Rocciamelone ha una vista incredibile sulle Alpi Occidentali, dal Monviso al Monte Rosa.

La vista dalla cima del Rocciamelone.

Anche se le nuvole coprivano un’ampia parte dell’orizzonte, arrivare su quella cima è stato qualcosa di estremamente speciale che ci ha fatto provare la sensazione di pura e assoluta felicità.

Una montagna da ricordare

L’esperienza vissuta da ogni escursionista sulla stessa cima è diversa e unica. E non sempre questa esperienza è particolarmente emozionante –- a volte, un’escursione è semplicemente un’escursione.

È difficile dire perché il Rocciamelone è diventato così speciale per me.
Può darsi che lo sia perché questo monte porta con sé secoli di storia, misteri e avventure. Non saranno mai raccontati, ma li ho sentiti in ogni pietra, ogni profumo, ogni sfumatura di quel gigante roccioso.
O magari è così perché ho condiviso l’escursione con una persona a me molto cara e, quindi, da lì in poi il Rocciamelone per me verrà sempre associato a quell’amica.

A dire il vero, non ho una risposta precisa.
Ciò che è certo è che la salita al Rocciamelone è stata diversa da tutte le altre escursioni che abbia mai fatto.

E quest’anno ci tornerò.

Ci vediamo sul sentiero!

 

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